CULTURA

Con le sue 121 strutture tra musei, siti archeologici, biblioteche, Roma è la città con il maggior numero di testimonianze della ricchezza storico-culturale di tutta Italia. La cultura può e deve essere valutata come un elemento strategico per lo sviluppo della città. Basti pensare che a Roma il 9,9% della ricchezza e dell’occupazione è prodotta dalla cultura, e ogni euro investito in cultura genera in media 1,77 €.

Tuttavia, la nostra spesa in cultura è insufficiente a valorizzarla. Nel 2019 la spesa culturale di Roma ammonta a 53 € pro-capite, contro i 63 € di Venezia, gli 83 € di Milano, e addirittura i 147 € di Firenze. Non a caso infatti la valutazione dei cittadini sui principali servizi culturali di Roma è drasticamente calata a partire dal 2015, per toccare il minimo storico a maggio 2020.

Oltre alla scarsa spesa, il Comune lo scorso anno ha violato il limite di spesa per la partecipata Zètema, che ha ricevuto e speso male 37 milioni. Anche la Corte dei Conti ha giudicato insufficiente la gestione dell’attuale Amministrazione in merito.

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Cosa vogliamo fare?

Abbiamo elaborato un piano articolato in 4 macro proposte trasversali.

  1. Riformare la Governance della cultura

    Assumere più giovani e affiancare figure con capacità amministrative e manageriali ai direttori museali, che nella maggior parte dei casi hanno una formazione esclusivamente artistica. Palaexpo deve essere inclusa in Zètema per razionalizzare la fornitura di servizi ed annullare la sovrapposizione di compiti, rivedendo dalle basi il contratto con Zètema.

  2. Fare rete

    Istituire l’ufficio per le Collaborazioni Esterne che, implementando strategie di collaborazione e cooperazione tra le istituzioni culturali, deve aumentare la fruibilità di tutti i siti presenti a Roma. Privilegeremo l’organizzazione di festival diffusi in tutta la città e incentiveremo lo scambio di opere per valorizzarle ed esporle ad un pubblico più ampio.

  3. Decentrare l’offerta di cultura

    Oltre il 60% dei romani dichiara di volere la delocalizzazione dei servizi culturali, per avere più servizi in periferia e uniformare l’offerta territoriale. Puntiamo quindi ad incentivare progetti di street e urban art, così come le feste di quartiere culturali, che dovranno essere presenti in ogni municipio, le notti bianche della cultura, seguendo il modello di quanto fatto a Firenze e Madrid.

  4. Garantire più autonomia e intensificare il marketing

    Incentivare l’autofinanziamento delle istituzioni culturali, conferendo loro maggiore autonomia gestionale e di bilancio. Inoltre, bisogna sponsorizzare e promuovere gli eventi culturali e le offerte.

 

Oltre al piano di azione trasversale abbiamo pensato a degli interventi per settore, perché ogni tipo di istituzione culturale ha le sue specificità che devono essere valorizzate e tutelate.

 

Il sistema museale del Comune registra pochi visitatori, un paradosso se consideriamo la ricchezza delle collezioni che contengono. Per superare le attuali criticità proponiamo innanzitutto una riforma per garantire maggiore autonomia ai musei così da avere una gestione più efficiente. Con lo stesso intento, ci sarà un concorso internazionale per selezionare i direttori museali.

 

Per avvicinare i romani al Cinema renderemo gratuito l’accesso ai cinema per chi è più in difficoltà e moltiplicheremo le iniziative del cinema all’aperto, oltre che promuovere gli eventi cinematografici; allo stesso modo, vogliamo rendere le istituzioni dello spettacolo dal vivo più attrattive ed autonome, una missione che permetterà anche di risolvere i problemi di gestione e di finanziamento dei singoli teatri.

 

Infine, potenzieremo la rete delle biblioteche comunali agendo sula quantità delle strutture e la qualità dei servizi. Nello specifico prevediamo l’aumento di strutture, l’ampliamento degli orari di apertura e la ristrutturazione degli spazi interni. Per avere una qualità dei servizi migliori garantiremo più autonomia alle singole biblioteche ed incentiveremo le collaborazioni con le realtà associative di territorio.

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