Pubblica Amministrazione e DIGITALE

A Roma la disorganizzazione e l’inefficienza della Pubblica Amministrazione comporta ogni giorno un dispendio di risorse e ritardi continui nei servizi offerti ai cittadini.

C’è innanzitutto un problema di suddivisione delle competenze, frammentate tra i vari enti locali, senza seguire logiche di prossimità, efficienza o efficacia di controllo. Questo contribuisce al sistema di gestione inefficiente delle società partecipate, a cui il Comune affida molti servizi fondamentali, nonostante la manifesta incapacità organizzativa e gestionale.

Inoltre, una burocrazia dai processi lenti, complessi e raramente digitalizzati frena le evoluzioni della PA e alimenta i problemi sopracitati, danneggiando quindi i cittadini.

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Che cosa vogliamo fare?

 

  1. Decentramento delle competenze

    Roma ha un modello incompiuto di decentramento: le competenze sono ripartite tra Comune e Municipi con poca razionalità e spesso si sovrappongono, ponendo i secondi in una condizione di costante difficoltà operativa. Il nostro obiettivo è ridefinire la governance di Roma, elevando le competenze della Città Metropolitana a quella di una Regione.
    Mentre per questo è necessario l’intervento del Governo nazionale, molte problematiche possono essere risolte da subito, razionalizzando le competenze tra Comune, Municipi e Regione. Su alcune materie bisogna richiedere alla Regione le competenze necessarie, ad esempio sulla pianificazione degli impianti di trattamento dei rifiuti o la gestione delle ferrovie ex concesse Roma Lido e Roma Nord. Alcune materie, invece, beneficiano della prossimità territoriale dei Municipi, come la gestione delle aree di verde attrezzato di quartiere e degli impianti sportivi.

  2. Municipio Pilota e autonomia di Ostia

    Oltre a riorganizzare le competenze, vogliamo portare avanti un modello più profondo di decentramento. Sceglieremo un “Municipio Pilota” dove poter sperimentare il perfezionamento di nuovi sistemi di decentramento, così da poterne verificare l’efficacia prima di estendere il sistema su tutto il territorio comunale. Una delle prime innovazioni sarà l’autonomia di spesa e di finanziamento, attraverso la delega delle competenze in materia di riscossione dei tributi.
    Inoltre, Ostia deve diventare un comune autonomo. Nel suo territorio infatti sono presenti scuole di ogni ordine e grado, un ospedale, la seconda area archeologica più estesa al mondo, un litorale e un tessuto imprenditoriale consolidato. Ostia ha inoltre una vocazione marittima specifica, che Roma non è mai riuscita a gestire, tanto meno a valorizzare.

  3. Razionalizzare e riformare le società partecipate

    Roma ha affidato a società partecipate la gestione di molti servizi pubblici fondamentali, come l’igiene urbana e il trasporto pubblico. Nel nostro programma abbiamo individuato le principali criticità di società come ATAC, AMA, Zètema, Roma Metropolitane, AEQUA ed emergono razionalizzazioni non compiute, sovrapposizioni di attività, assenza di pianificazione, ritardi nell’approvazione dei bilanci, violazioni di limiti di spesa e via dicendo.
    Entro il primo anno di consiliatura bisogna concludere il processo di razionalizzazione, accorpando le società più piccole, quelle che svolgono attività analoghe e quelle inefficienti. Una volta semplificato il quadro generale, le partecipate devono essere riformate sia sull’aspetto organizzativo che di spesa delle proprie risorse, considerando in modo più rigoroso il principio di economicità, così come dettagliato nel nostro programma.

  4. Razionalizzare e riformare le società partecipate

    Nonostante il livello di spesa pro-capite di Roma per l’amministrazione comunale sia simile a quello di altre grandi città italiane, la qualità dei servizi offerti risulta particolarmente scadente. L’accessibilità ai servizi online è sotto la media UE di 20 punti percentuali, il numero di procedure per aprire un’attività è uno dei più alti d’Italia e il tempo per eseguirle è maggiore, i tempi di attesa per rinnovare un documento di riconoscimento sono lunghi e dai procedimenti poco chiari. Bisogna innanzitutto assumere più personale informatico, possibilmente più giovane, e creare una struttura che, come a Milano, si occupi specificatamente della digitalizzazione dei procedimenti.

  5. Nuovi servizi digitali

    Qualsiasi servizio deve essere accessibile tramite un’applicazione che replichi le funzionalità del nuovo sito del Comune. Bisogna poi aumentare i Punti Roma Facile, ad oggi pochi e mal distribuiti, e potenziarne il personale attraverso partenariati con associazioni del settore.
    Vogliamo inoltre creare un database che registri tutte le informazioni sugli appalti comunali, sul modello del database nazionale di CONSIP. Occorre implementare la piattaforma SmartWheels, collegata a sensori da montare negli pneumatici del trasporto pubblico, capaci di segnalare le strade dissestate.
    Un ulteriore strumento utile è RomeSafePath, un audio-guida per i portatori di handicap capace di consigliare percorsi privi di barriere architettoniche.

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