URBANISTICA

Roma è oggi una città fortemente diseguale. Sebbene il Comune sia ampio 1283,7 kmq, soltanto 290 kmq risultano urbanizzati: una dispersione che ha penalizzato le zone più povere e marginali, con infrastrutture assenti, spazi pubblici degradati, nessun luogo di aggregazione sociale, offerta culturale e sportiva inesistente, spazi verdi abbandonati.

Roma è una città poco competitiva poiché non è dotata di strumenti utili per ammodernare le proprie infrastrutture urbane, fisiche, sociali e culturali, e per attrarre investimenti, eventi internazionali e imprese innovative e redditizie.

Valorizzare l’eterogeneità urbana di Roma, con la sua stratificazione e identità, significa rimettere i quartieri al centro della vita dei cittadini e avere una visione metropolitana internazionale che riduce il gap con le altri capitali Europee in termini di qualità e disponibilità dei servizi di base.

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Cosa vogliamo fare?

  1. Valorizzare e densificare

    Gli strumenti di pianificazione devono porsi un obiettivo ambizioso: le aree urbanizzate devono diminuire anziché aumentare ulteriormente. Bisogna ottimizzare la città consolidata attraverso un utilizzo razionale degli spazi: densificare le aree già coperte da servizi pubblici, demolire e ricostruire gli edifici abbandonati, urbanizzare le aree periferiche, garantire la razionalizzazione di poli direzionali e terziari, adeguandoli al “nuovo mondo del lavoro”. Ciò sarà possibile applicando la Legge sulla Rigenerazione Urbana (osteggiata dalla Giunta Raggi), realizzando così interventi di riqualificazione e recupero edilizio, favorendo i cambi d’uso e incentivando interventi di miglioramento sismico ed energetico.

  2. Semplificare gli strumenti urbanistici

    Il Piano Regolatore Generale (PRG) ha disegnato una città che non si è mai realizzata e, a oltre 15 anni dalla sua elaborazione, non è più in grado di conformare lo sviluppo urbano in modo efficiente, né di governare la sua rigenerazione. Gli strumenti attuali hanno dimostrato di essere insufficienti a garantire la modernizzazione della Città e a gestire lo sviluppo urbano. L’orizzonte di medio periodo deve essere quello di superare l’attuale PRG, puntando ad un piano snello, senza un eccesso di diversificazioni, con delle norme tecniche di attuazione semplici, chiare e concise. Nel mentre vogliamo efficientare la macchina burocratica in modo da sbloccare i tanti iter fermi:

     

    1. l’informatizzazione dei processi è necessaria e determinante, ma servirà a poco se non si farà chiarezza sulle infinite criticità del PRG, al mancato coordinamento tra norme comunali, regionali e statali, e alla mancanza di collaborazione degli uffici che spesso agiscono in contrasto tra loro, non a servizio dei cittadini. Da qui la volontà di sgombrare il campo da dubbi e interpretazioni normative spesso sconfessate dai Tribunali Amministrativi, fornendo, finalmente, un’interpretazione “autentica” delle norme degli uffici con un vademecum, condiviso da tutti i Municipi. La norma deve essere di facile applicazione, ed univoca, in tutto il territorio, solo così si potrà procedere all’informatizzazione dei processi istruttori e velocizzare l’espletamento delle pratiche;

     

    2. approvare il nuovo Regolamento Edilizio Tipo, superando l’attuale del 1934;

     

    3. decentrare le competenze, valorizzando il ruolo dei Municipi relativamente agli aspetti edilizi, dell’ordinaria amministrazione, delle pratiche edilizie (CILA, SCIA, PdC); di contro, si concentreranno nel Dipartimento: i programmi complessi, la pianificazione urbanistica, le convenzioni, l’applicazione delle leggi speciali e le eventuali deroghe, ovvero, tutto quanto necessario per rendere la città efficiente, incentivare gli investimenti attirando, con regole e tempi certi, i grandi investitori nazionali ed esteri.

  3. Pianificare la città policentrica

    Bisogna intervenire in ogni quartiere per fare in modo che ognuno diventi una micro-città, dove ciascun cittadino può adeguatamente abitare, lavorare, apprendere, curarsi, muoversi e vivere la propria socialità. Vogliamo far diventare i Municipi dei punti di riferimento per il cittadino trasformando gli attuali uffici in una risorsa indispensabile per garantire sviluppo, lavoro, cultura, servizi, ecc. Valorizzando le peculiarità di ogni Municipio, creeremo le condizioni per sviluppare, in ogni quartiere, spazi per il co-working, per l’aggregazione e la produzione culturale, lo sport e lo svago e valorizzeremo i mercati rionali sul modello del Mercato Testaccio. L’amministrazione dovrà facilitare l’utilizzo degli spazi in senso di apertura alla società, alle attività pubbliche e alla diversificazione degli utilizzi: un parco, un sito culturale, una piazza, un edificio pubblico o privato, deve essere, per quanto possibile, fruibile per diverse attività di rilievo sociale.

Con tutti questi interventi valorizziamo la città esistente e rendiamo Roma una città più vivibile e funzionale.

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